- Allora tutto a posto per la cena l'altra sera?
- beh sì mamma. Pensa che abbiamo avuto anche il tempo di preparare la cena tutti insieme!
- Ah vabbè dai è andata bene.
- Si certo!
- Tutti e quattro a casa.
- No mamma, eravamo tre
- Come tre?
- Beh tornati chi più stanco chi meno, ci siamo docciati, stirati e cambiati. A turno, senza nemmeno coordinarci abbiamo preparato un pezzo della cena ciascuno, come fossimo gli elfi di Babbo Natale impegnati a costruire giocattoli di legno. In quell’atmosfera natalizia, in effetti, mancava qualcosa, o meglio qualcuno, l’unica che avrebbe mai pensato in quei minuti di andare a prendere una macchinetta fotografica e fare una foto.
- Angie?
- Appunto... ..Segue
Parlare, sparlare, uscire, mangiare, fondamentalmente la mia esperienza a 360 gradi nella città eterna
martedì 21 febbraio 2012
Ma come è andata a finire? III parte
lunedì 20 febbraio 2012
Ma come è andata a finire? II parte
- Ed Emy?
- Allora mamma se vuoi la cronistoria.. Emy, uscita dal negozio, si è trovata davanti un orizzonte alquanto inusuale, dapprima è rimasta incredula, ed ha esclamato “Bene. questa deve essere la Tundra, finalmente era dal sussidiario di geografia che mi chiedevo cosa volesse significare camminare sul permafrost, finalmente”
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| Carlotta Borin |
- Poi ha fatto i conti con la realtà ed ha deciso che qualcosa bisognava pur farla. Ha chiamato al telefono i colleghi.
- Dove siete?
- Siamo fuori dal capannone, ma dove sei tu.
- Ho comprato degli stivali.
- Ma dove che siamo nel deserto.
- Non mi pare con tutta questa neve.
- No intendo che non c’..
- Non ti preoccupare che se nel raggio di km c’è un posto in cui fare compere io lo trovo.
- Vabbè ma ora che hai gli stivali... che facciamo?
- Fammi pensare.
- Guarda che qui ci tocca rimanere tutta la sera.
- Che…? No noi torniamo a casetta.
- Come? Con un miracolo.
- Ecco vedete cosa vi manca? La fede!
- In cosa scusa?
- In me, dovete sempre avere fede in me!
- Quindi è tornata nel negozio. ..Segue
Ma come è andata a finire? I parte
- Cosa?
- No, dico come è andata finire?
- Ma con chi?
- Alex..come è andata a finire con Angie, Enrico ed Emy il giorno che ha nevicato?
- Non te l’ho più detto?
- No.
- Ma niente di che mamma..
- Enrico? Ovviamente è a lavoro ora e non mi risponde… sono molto preoccupata.
- Tranquilla. Enrico armato di buona volontà si è diretto verso casa, passo spedito, testa bassa. Mentre intorno macchine scodavano per strada, persone tentavano di camminare controvento sui marciapiedi, finendo per reinterpretare il moonwalker di Michael Jackson.
Roma è tenera in queste
situazioni, ci sono state molte critiche, molte polemiche, ma ora che
tutto si è un po’ acquietato si può dire che quando capita
qualcosa di poco fuori dal normale, il cittadino romano impazzisce.
Cadono due fiocchi di
neve e autisti che fino a cinque minuti prima padroneggiavano la
vettura, iniziano a perdere il controllo come se guidassero sopra il
sapone.
La minima precipitazione
atmosferica crea il caos, la neve, che è per giunta un elemento
estraneo alla esperienza usuale dei romani, viene vissuta come
nell’antica Grecia poteva essere sofferta una eruzione vulcanica o
un terremoto. Una sorta di magica o mistica apparizione divina, che
non si sa bene se nasconda una punizione per qualche torto della
umanità o invece rappresenti un benevolo auspicio che la divinità
di turno ha voluto donare al popolo.
Ecco a Roma sotto la neve
eravamo di nuovo gli antichi romani: guardavamo il cielo in cerca di
un segno divino. Ma alla fine Enrico con un po’ di ritardo è
tornato a casa.
venerdì 17 febbraio 2012
I love Brownies - Ricetta
| Rob Walker |
giovedì 16 febbraio 2012
E neve sia! Ancora di più
Ma
questa è matta!
Questa è stata
l’esclamazione di Emy, mentre appoggiava il cellulare su un tavolo,
fissando lo sguardo fuori da un finestrone che si affacciava su una
distesa di neve mai vista a Roma. ...Segue
lunedì 13 febbraio 2012
E neve sia! Ancora!
- Ehi Antonio qui nevica. Hai visto che bello?
- Ma bello di che, che sono due ore che cerco di montare queste catene, mi sa che sono dell'anteguerra.
... Segue
venerdì 10 febbraio 2012
E neve sia! Roma vestita di bianco
Fa freddo, qui a Roma come nel resto dell'Italia, abbiamo passato un weekend strano. Roma vestita di bianco ha un certo fascino, ma Roma con la neve è anche un gran casino.
Con la nevicata di venerdì abbiamo assistito ad uno sliding doors collettivo. Ogni fiocco di neve che cadeva, allontanava e distingueva le esperienze di ciascuno. Ogni minuto in più di neve, si accresceva questa differenziazione.
Se oggi fosse possibile raccogliere la storia di questi ultimi giorni da ciascuno dei cittadini, avremmo non solo racconti differenti, ma esperienze addirittura antitetiche.
Se oggi fosse possibile raccogliere la storia di questi ultimi giorni da ciascuno dei cittadini, avremmo non solo racconti differenti, ma esperienze addirittura antitetiche.
Vi è chi è tornato a casa scontando un po' di traffico, ...Segue
martedì 7 febbraio 2012
Metti un Wine Bar a Piazza Bologna: Uve e Forme, la scheda
La
location
Uve
e Forme si trova in Via Padova 6 (zona Piazza Bologna…sotto casa di
Alfie).
Il locale è raccolto. Si scendono un paio di gradini per accedere ad una prima sala più grande con il bancone, da cui si accede ad una saletta più piccola. I coperti in tutto sono pochi. L’estate è possibile usufruire dei tavolini messi sul marciapiede fuori. L’arredamento è quello classico di un'enoteca: vino alle pareti in portabottiglie e tavolini di legno, pietre e marmo intorno al bancone su cui preparano ottimi taglieri di affettati e formaggi. Nel complesso, almeno la location sembra più curata rispetto alla media delle enoteche romane... Segue
Il locale è raccolto. Si scendono un paio di gradini per accedere ad una prima sala più grande con il bancone, da cui si accede ad una saletta più piccola. I coperti in tutto sono pochi. L’estate è possibile usufruire dei tavolini messi sul marciapiede fuori. L’arredamento è quello classico di un'enoteca: vino alle pareti in portabottiglie e tavolini di legno, pietre e marmo intorno al bancone su cui preparano ottimi taglieri di affettati e formaggi. Nel complesso, almeno la location sembra più curata rispetto alla media delle enoteche romane... Segue
domenica 5 febbraio 2012
Siamo sempre gli ultimi a sapere
A volte siamo gli ultimi a sapere cosa accade nella nostra vita. Qualcosa è già successo, tutti intorno a noi l’hanno visto, magari già commentano. Eppure noi, con un viso che deve parere agli altri di una strabiliante e tenerissima ingenuità, continuiamo a non capire. Come se nulla fosse la realtà che ci circonda sembra pressoché la stessa.
- Angie penso tu debba dirglielo
- Cosa?
- Dico penso tu debba dire ad Arturo che vi siete lasciati.
- Ale, pensi che lui non lo sappia?
- Non saprei, continua a venire qui a casa, si siede come se nulla fosse sul divano, ti aspetta mentre guarda la tv. Secondo me, proprio aggiornatissimo non è.
- Credo stia semplicemente metabolizzando.
- Angie è più di una settimana che vi siete lasciati.
- Due.
- Appunto. Non credi di doverci scambiare due parole, che ne so per svegliarlo, una cosa tipo “Ciao Arturo come va? Tutto bene a lavoro? A proposito, mi chiedevo, ti ricordi che non stiamo più insieme da un mese e che insomma non è che devi venire qui tutte le sere?”.
- Lo devo cacciare?
- No, non lo devi cacciare, lo devi sollecitare, quello basterebbe.
- Si lo so, però è tanto caro.
- Angie stasera stai uscendo e Arturo è qui, non lo so non è un po’ strano? - Capisco tutto, capisco anche in questa casa il concetto di normalità sia alquanto vago ed approssimativo, però parlaci.
- Ti sembra facile?
- No, lo so, ma mica vorrai che lo faccia io?
- Veramente ci parlesti? Grazie Ale mi faresti un favore, perché tu sei sicuramente più bravo con le parole, poi sei un ragazzo ed inoltre hai molta esperienza.
- Esperienza in cosa, di grazia? Nell’essere lasciati?
- Non intendevo quello, anche se certo ti è capitato molto più spesso e sai come si reagisce. Ora io vado di là.
- Angie!
- Lo so, lo so, ora gli parlo.
- Brava. Dai sono qui. Semplice. ....Segue
giovedì 2 febbraio 2012
Sense of Wine, ovvero scoprire il vino a Roma 2 parte
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| By André Karwath |
Dove eravamo rimasti? Ah sì la Sicilia, chissà se in questo momento anche lì fa così freddo come oggi.
Ci siamo incamminati verso lo stand. Visto il gastro-programma che ci eravamo fatti, viste le cattive eno-intenzioni che avevamo, sembravamo i Navy Seals della degustazione. Movimenti rapidi, sguardi d'intesa veloci, calavamo sui somelier da tutti i lati come ninja armati forchettina e bicchiere. Li fissavamo dritti, discutevamo un pò prima e poi chiedevamo qualche vino da provare ... Segue
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