A volte siamo gli ultimi a sapere cosa accade nella nostra vita. Qualcosa è già successo, tutti intorno a noi l’hanno visto, magari già commentano. Eppure noi, con un viso che deve parere agli altri di una strabiliante e tenerissima ingenuità, continuiamo a non capire. Come se nulla fosse la realtà che ci circonda sembra pressoché la stessa.
- Angie penso tu debba dirglielo
- Cosa?
- Dico penso tu debba dire ad Arturo che vi siete lasciati.
- Ale, pensi che lui non lo sappia?
- Non saprei, continua a venire qui a casa, si siede come se nulla fosse sul divano, ti aspetta mentre guarda la tv. Secondo me, proprio aggiornatissimo non è.
- Credo stia semplicemente metabolizzando.
- Angie è più di una settimana che vi siete lasciati.
- Due.
- Appunto. Non credi di doverci scambiare due parole, che ne so per svegliarlo, una cosa tipo “Ciao Arturo come va? Tutto bene a lavoro? A proposito, mi chiedevo, ti ricordi che non stiamo più insieme da un mese e che insomma non è che devi venire qui tutte le sere?”.
- Lo devo cacciare?
- No, non lo devi cacciare, lo devi sollecitare, quello basterebbe.
- Si lo so, però è tanto caro.
- Angie stasera stai uscendo e Arturo è qui, non lo so non è un po’ strano? - Capisco tutto, capisco anche in questa casa il concetto di normalità sia alquanto vago ed approssimativo, però parlaci.
- Ti sembra facile?
- No, lo so, ma mica vorrai che lo faccia io?
- Veramente ci parlesti? Grazie Ale mi faresti un favore, perché tu sei sicuramente più bravo con le parole, poi sei un ragazzo ed inoltre hai molta esperienza.
- Esperienza in cosa, di grazia? Nell’essere lasciati?
- Non intendevo quello, anche se certo ti è capitato molto più spesso e sai come si reagisce. Ora io vado di là.
- Angie!
- Lo so, lo so, ora gli parlo.
- Brava. Dai sono qui. Semplice. ....Segue